La Segretaria Generale Bianca Montico intervistata da Indipendent Tv
Fonte: www.indipendenttv.it
Ai microfoni di Angela Cantelli, inviata di Telemontecarlo e Independent TV, Bianca Montico racconta con passione e determinazione una battaglia che parte dal mondo dello spettacolo dal vivo e arriva al cuore dei diritti sociali.
Artista multidisciplinare circense, segretaria generale di SIAC Europa, direttrice della Circus Academy Fusion e responsabile nazionale del Settore Arti Circensi di ASI Cultura, Montico è oggi un punto di riferimento per lavoratori, artisti e persone fragili che chiedono ascolto, dignità e nuove opportunità.
Il suo recente incarico all’interno di ASI Nazionale, l’ente delle Associazioni Sportive e Sociali Italiane, rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto nella promozione e nella valorizzazione delle arti circensi.
Nominata dalla Presidenza responsabile nazionale del Settore Arti Circensi, nell’Area Cultura, Bianca Montico porta all’interno di ASI l’esperienza maturata in molti anni di attività insieme ai collaboratori di SIAC Europa.
ASI è un importante ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI fin dalla sua costituzione, avvenuta nel 1994. La scelta di aprirsi anche alla cultura attraverso un dipartimento specifico crea nuove possibilità di dialogo tra sport, spettacolo, formazione e Terzo Settore.
Per Bianca Montico, questo incarico non è soltanto un traguardo personale, ma un’altra responsabilità da trasformare in progetti concreti. Il suo obiettivo è contribuire alla nascita di una nuova cultura dello spettacolo e restituire alle arti circensi il valore artistico, sociale e professionale che meritano.
«Da secoli le arti circensi hanno sempre fatto parte di tutti i comparti legati al mondo dello spettacolo», sottolinea Montico. «Nel circo ci sono musica, teatro, danza e tanta arte».
Poche parole che racchiudono una visione precisa: il circo non è un mondo isolato, ma un luogo nel quale linguaggi artistici differenti s’incontrano e danno vita a una forma di spettacolo complessa, popolare e profondamente radicata nella storia.
Dietro ogni esibizione lavorano artisti, tecnici, addetti alla sicurezza, professionisti della sartoria di scena e numerose altre figure indispensabili. Donne e uomini che affrontano lunghi viaggi, giornate senza orari, periodi lontano da casa e una discontinuità occupazionale che spesso rende difficile progettare il futuro.
È per queste persone che Bianca Montico si batte. La sua azione riguarda la dignità del lavoro: contratti trasparenti, sicurezza, previdenza, formazione e riconoscimento delle professionalità.
Uno dei problemi più delicati del settore è la mancanza di un Contratto collettivo nazionale capace di rispondere alle necessità di artisti e tecnici dello spettacolo. Una lacuna che espone molti lavoratori alla precarietà e rende urgente un confronto serio tra sindacati, imprese, istituzioni e associazioni di categoria.
Attraverso SIAC Europa, Montico vuole portare queste richieste davanti agli interlocutori nazionali ed europei. La cultura non può essere considerata un settore secondario: è una risorsa sociale ed economica capace di generare lavoro, benessere e sviluppo.
La sua riflessione si estende al welfare e all’equità. Uno Stato realmente attento al benessere collettivo deve riconoscere le condizioni particolari nelle quali operano i lavoratori dello spettacolo e offrire loro strumenti adeguati.
Equità non significa proporre indistintamente le stesse risposte, ma comprendere le esigenze specifiche di ciascuna categoria. Significa permettere a ogni persona di lavorare in sicurezza, ricevere una retribuzione dignitosa, accedere alla previdenza e affrontare i periodi di inattività senza essere lasciata sola.
Un ruolo fondamentale è affidato alla formazione. Le arti circensi richiedono disciplina, preparazione fisica, conoscenze tecniche e un profondo senso di responsabilità. La formazione non può riguardare soltanto gli artisti, ma deve coinvolgere tutte le persone che rendono possibile lo spettacolo.
Tecnici, addetti alla sicurezza, operatori e specialisti dei costumi devono poter accedere a percorsi adeguati. Il lavoro di squadra è essenziale non soltanto per la riuscita di ogni performance, ma anche per la protezione delle persone.
La sicurezza non è una formalità burocratica. Strutture, attrezzature e attività devono rispettare standard rigorosi, perché nessun risultato artistico può giustificare la mancanza di tutele.
Un’altra parte centrale dell’intervista riguarda il circo etico, uno dei progetti che Bianca Montico sta sviluppando insieme ad ASI.
«Con ASI stiamo già sviluppando tanti progetti interessanti, come il circo etico», racconta. È un modello fondato sulla dignità dei lavoratori, sulla qualità professionale, sulla trasparenza e sul benessere animale.
Nella sua visione, la tutela dei lavoratori e quella degli animali non sono battaglie contrapposte. Entrambe richiedono competenza, responsabilità, formazione, controlli e rispetto.
Agli animali devono essere garantite cure adeguate, condizioni rispettose delle loro necessità e operatori qualificati. Ai lavoratori devono essere assicurate sicurezza, regolarità contrattuale e dignità professionale.
Il circo etico cerca così di superare stereotipi e giudizi superficiali, permettendo alla tradizione di rinnovarsi e di confrontarsi con le sensibilità della società contemporanea.
Il rapporto tra essere umano e animale assume inoltre un valore sociale e terapeutico. Come ricorda Bianca Montico, gli animali possono essere coinvolti in progetti finalizzati a «curare, sostenere e recuperare i bambini e i ragazzi fragili».
È una prospettiva che riconosce l’importanza del legame tra persone e animali, purché sia costruito sulla preparazione degli operatori, sulla cura e sul rispetto reciproco.
La collaborazione con il Terzo Settore diventa quindi fondamentale. «La nostra collaborazione con tutte le anime del Terzo Settore è già massima», afferma Montico, evidenziando la condivisione di una stessa attenzione verso il mondo animale e le persone più vulnerabili.
Per Bianca Montico, il circo può diventare molto più di una forma d’intrattenimento. Può essere un luogo d’inclusione, formazione e riscatto sociale.
Attraverso le attività della Circus Academy Fusion, le discipline circensi vengono impiegate per favorire il benessere psicofisico e cognitivo delle persone con disabilità, autismo o ADHD, ma anche per sostenere gli anziani esposti al rischio di isolamento.
Movimento, coordinazione, creatività e lavoro di gruppo possono rafforzare l’autostima, la concentrazione e la fiducia nelle proprie capacità. Ogni persona viene guardata per ciò che può esprimere, non soltanto attraverso le proprie difficoltà.
Una parte importante dei progetti riguarda la formazione finalizzata al lavoro. «Stiamo lavorando anche a progetti legati alla formazione circense per creare sbocchi lavorativi a livello sia nazionale sia internazionale», spiega Montico.
Formare significa offrire competenze, autonomia e futuro. Significa creare opportunità non soltanto per gli artisti, ma per l’intera filiera tecnica e organizzativa dello spettacolo.
Tra le iniziative raccontate nell’intervista trova spazio anche il Festival delle Opportunità, promosso a Roma da SIAC Europa insieme alla Circus Academy Fusion. La seconda edizione, svoltasi dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026, ha unito spettacolo, welfare culturale, sicurezza, diritti e inclusione sociale.
Il Festival rappresenta una delle espressioni concrete del lavoro di Bianca Montico, senza esaurire la sua azione. Durante la manifestazione sono stati affrontati la tutela delle professionalità, la sicurezza delle strutture, il benessere animale e il coinvolgimento lavorativo di giovani provenienti da percorsi di giustizia riparativa.
Il palcoscenico è diventato così uno spazio capace non soltanto di intrattenere, ma anche di denunciare problemi, proporre soluzioni e offrire possibilità di riscatto.
Il Festival delle Opportunità ha mostrato nella pratica ciò che Montico sostiene da tempo: lo spettacolo può educare, creare legami, rafforzare le comunità e restituire fiducia a chi teme di non avere più un posto nella società.
Il suo impegno, però, continua ogni giorno nella tutela dei lavoratori, nei percorsi formativi, nei rapporti con le istituzioni e nella costruzione di nuove collaborazioni nazionali e internazionali.
Bianca Montico guarda con fiducia anche al lavoro che potrà essere realizzato attraverso ASI Cultura: «Voglio complimentarmi con la Presidenza ASI, che ha aperto alla cultura abbracciando tutti i settori in essa racchiusi. Sono convinta che le iniziative già in campo daranno ottimi risultati».
Ai microfoni di Angela Cantelli emerge così il ritratto di una donna che ha scelto da che parte stare: con i lavoratori che chiedono diritti, con gli artisti che vogliono vedere riconosciuta la propria professionalità, con i bambini e i ragazzi fragili che cercano un’occasione e con chi crede in uno spettacolo responsabile.
Bianca Montico non considera la dignità una parola astratta: la collega ai contratti, alla sicurezza e alla possibilità di vivere del proprio lavoro.
Non considera l’inclusione uno slogan: cerca di trasformarla in formazione, occupazione e autonomia.
Non considera il benessere animale un tema separato dallo spettacolo: lo inserisce in un modello etico fondato sulla cura, sulla competenza e sulla responsabilità.
La sua battaglia parla di lavoro, cultura, diritti, animali e inclusione. Ma, prima ancora, parla di persone.
Persone che chiedono di essere viste. Persone che hanno bisogno di essere ascoltate. Persone alle quali un’opportunità può restituire fiducia, dignità e futuro.

È per loro che Bianca Montico continua a impegnarsi. Ed è per loro che, davanti alle difficoltà, sceglie di non arretrare.
